16.5.07

Cosa succede ultimamente...



Ho finalmente comprato "MGS2" (che sto sfinendo giorno dopo giorno: presi gli oggetti speciali!) e presto mi arriva MGS3.
Brutto non poter andare al cinema a vedere "Spiderman 3", anche se non deve essere un granché... pazienza, esiste il videonoleggio!
Ho comprato anche "The Departed", "Lawrence D'Arabia" e "Blade RUnner" in DVD. A chiunque venisse voglia di comprare il film di Scott una precisazione è dovuta: quest'edizione è diversa da quella storica, cambia il finale e cambia di conseguenza tutta la teoria del film originale! Il ché può piacere e non può piacere (a me il film è gustato, ma quello dell'82 era un'altra cosa...). Per una volta bisogna dire che la colpa non è della major, anzi: la versione in DVD di "Blade Runner" è un director's cut di Scott, che non include neppure la voce narrante di Ford. Cose da pazzi, soprattutto sapendo che il film che tutti amiamo era montato senza il tocco e la supervisione del regista, ed era anzi un prodotto della casa di produzione!! Cose da pazzi!! Perciò, attenzione perché la delusione è dietro l'angolo.


A parte ciò, che dire? Fra "Family Day", agitazioni, folli attentati a bus, padani in pieno Mediterraneo, il mio pseudoromanzo prosegue, ho un racconto in cantiere, un paio di sceneggiature. A proposito, faccio pubblicità ad un mio compagno di classe, Walter, che con un racconto ha vinto per la 2° volta consecutiva il concorso di scrittura del mio liceo (battendomi...). Bravo Walter!!
La scuola finisce il 9 Giugno e io mi sono rotto le scatole.

P.S. segnalazioni per voi fortunati che potete: non perdetevi "Grindhouse" di Tarantino e "Zodiac" di Fincher. Non dico che meritino a tutti i costi, ma tentare, di fronte ai maestri, è dovuto.
A proposito, il "Dracula" all'inizio l'ho inserito solo perché mi andava, non c'è alcuna ragione perché vi sia... era per dare "colore" al post.

Etichette: , , ,

18.3.07

La crisi della cultura popolare.

Ieri mattina sono andato in gita con la scuola, a vedere quello che mi avevano accennato essere un "concerto multimediale", e che si è rivelato uno splendido spettacolo che aveva per tema il collegamento fra cinema, computer grafica e musica.

Durante l'incontro si è parlato ampiamente di "The Matrix" dei Wachowsky Brothers (film a cui sono particolarmente devoto) e di Stanley Kubrick: a metà dell'incontro, costituito da una serie di spezzoni, da un gruppo rock che suonava in diretta le canzoni legate ad alcuni famosi film (anche i Pink Floyd!!) e da una voce narrante che personalmente ho apprezzato per completezza e profondità, ero assolutamente estasiato. Ho pensato che finalmente la scuola non si preoccupa più solo della cultura "aurea", "antica", ma anche della cultura popolare, quella che tanto mi piace, importante quanto quella costituita dalla grande letteratura e dalla grande arte. Per me cultura "aurea" e cultura "pop" DEVONO coesistere, la cultura non può cristallizzarsi, la cultura và avanti, si evolve, e se due secoli fa Wagner o Beethoven erano cultura, allora oggi anche i "Pink Floyd" o gli "Aerosmith" lo sono. La cultura va a avanti, racconta i sentimenti del popolo nell'età contemporanea; per questo non possiamo, ad esempio catalogare tutto il rock come negativo perché non conforme al metodo di Wagner, Chopin o Mozart (come invece fà la maggioranza della classe intellettuale italiana...)!

Purtroppo oggi in Italia accadono due fenomeni in merito alla cultura pop. Due esempi dall'incontro di ieri, uno per ognuna delle cagioni che non permette l'espressione della nostra cultura:

1)Ieri eravamo sei classi, alcune del Liceo e altre dell'istituto di Ragioneria di Bracciano. Ora, gli stessi giovani che vanno in giro a dire che la musica rock e pop è uno sballo, che è un importante strumento di comunicazione, davanti a "The Wall" dei "Pink Floyd", suonata tra l'altro DA DIO, sono rimasti assolutamente imperturbabili, prendendo anzi in giro quella che ritengono "musicaccia". E quando hanno fatto vedere "Matrix" e "Braveheart", si sono messi a riderci sopra. Questo è indice che la mia generazione non vuole la libertà d'espressione attraverso i media del terzo millennio, non gli basta più: vuole l'assoluta mediocrità, l'assoluta assenza di riferimenti culturali in nome del divertimento totale.

2)D'altro canto, segnalo che un mio caro amico, che è cresciuto nell'ambiente della musica "colta" (suona il violino), durante l'esecuzione di brani alla base della cultura musicale degli ultimi trent'anni, ha apertamente fischiato e snobbato tutto ciò che era "nuovo" rispetto ai classici come Beethoven o Mozart, dichiarando: "Questa non è cultura, è monnezza", dimostrando così quella cristallizzazione della cultura colta di cui accennavo prima.

Concludendo, con i due esempi vorrei dimostrare come diventa sempre più difficile oggi fare cultura popolare. Fare cultura popolare, oltretutto, è l'unico modo che le generazioni future hanno per dimostrare i propri ideali, i propri disagi e le proprie paure. Questo sacrosanto diritto è calpestato da coloro che vanno ancora in giro a dire che "thriller e horror sono generi "impuri", che la musica leggera dovrebbe essere soppressa, che il cinema del terzo millennio è solo "un ammasso di effetti speciali". QUesta gente dimentica che se tutto ciò che attaccano potrà anche essere a volte un ammasso di imput senza senso (come sembra guardando un film di Michael Bay, direi), per una restante percentuale è l'unico modo che registi, scrittori e musicisti hanno per raccontare disagi e paure di questo nostro povero mondo. E poi ci lamentiamo perché in Italia non abbiamo un cinema di genere...

Etichette: , , ,

22.2.07

Crisi di governo

Oggi, un mio amico mi fa: "E' colpa di quel pretino di Prodi!". Manco pé niente. Mi prenderò tutti i vaffanculo della terra, ma qui lo grido e qui lo ribadisco: è COLPA DEI SINISTROIDI!
Non dei sinistroidi "berlusconiani", ossia di tutti quei politic nominati "di sinistra" dal cavaliere perché non d'accordo con lui. E' colpa dei Sinistroidi, con la S maiuscola. E dato che questo blog è libero, come libero pensatore sono io, allora lo ribadisco: è colpa di un pacifismo forzato e di un "gruppettarismo" che Rifondazione, Verdi, i Comunisti Italiani si sono portati al governo. E' colpa di una serie di gente "irresponsabile" che pur di mantenere le proprie altre le proprie motivazioni ideologiche, se ne infischia delle ragioni dello Stato nella realtà fattuale, ben più complessa di come loro ci vogliono far credere, e far casino. Sarò detto "destroide", ma manco pé sogno. Io vedo nove mesi di governo della mia fazione politica costruiti su compromessi traballanti, incomprensioni e troppe parole al vento. "Dico", "Ritiro Totale", "Liberalizzazione delle droghe" sono temi pienamente discutibili all'interno della maggioranza di governo. Solo, si tenga conto degli accordi multilaterali (che tanto, quando si parla di Stati Uniti e della pur discutibilissima guerra in Iraq, sono chiamati in causa), che impongono all'Italia di mantenere i contingenti nelle aree segnalate dalla "mappa rossa" (in questo caso, l'Afghanistan); si tenga conto delle esigenze di una parte della popolazione cattolica che in coscienza non accetta la svolta zapateriana; si tenga conto del fatto che molti bei provvedimenti sarebbero attuabili in un "mondo perfetto", in cui trionferebbero ideali di assoluta perfezione. Ma qui, c'è altro: c'è la realtà. E, ripeto, è mille volte più complessa del "mondo delle idee". Un saluto a Bigio, che mi odierà per un bel pò ;)

Etichette:

3.2.07

Il paese di Pulcinella


Okay, oggi ho avuto una conferma. Vivo in un paese incivile. Ieri sera è morto un agente di polizia in servizio di Catania, durante gli scontri con i "tifosi" (delinquenti!) del Catania e del Palermo. E' morto un padre di due ragazzi, e questo mentre stava compiendo il suo dovere, ovvero cercare di impedire a dei delinquenti di trasformare un "gioco" nell'occasione per raggiungere scopi "economici" tramite la violenza. Due punti, due considerazioni:

1)L'imboscata di ieri sera ai danni di dei FUNZIONARI STATALI non è avvenuta "per caso". E' avvenuta perché gli ultras, che non hanno nulla in comune con i veri tifosi, hanno innescato l'ennesimo ricatto contro le società calcistiche per farsi firmare nuovi abbonamenti gratuiti, nuove offerte promozionali, senza sborsare un Euro. Hanno detto: voi non ci fate fare i cavoli nostri? E noi vi trasformiamo Catania in Stalingrado. Ed un poliziotto c'è rimasto secco. Quindi, basta dire solamente che gli ultras sono dei "folli": sono proprio dei delinquenti, che lo stato civile, appunto perché rappresentante di tutti, deve combattere, estirpare.

2)Se ormai il calcio si è trasformato in calciopoli e in violenze programmate, in criminalità, allora dico io, CHIUDIAMO GLI STADI: sgonfiamo il pallone, sciogliamo le squadre, sospendiamo i campionati, perché tanto il calcio idealizzato che c'era una volta si è trasformato in un obbrobrio, una vomitevole manifestazione dell'idiozia, tutta italiana, che infanga la cultura, la società e lo Stato.

Quest'idiozia italiana è la madre di scandali, paradossi, veri e propri esempi di delinquenza, su cui la legge e la coscienza civile italiana non riesce a reagire come dovrebbe. Oggi, qui in Italia, i politici non prendono "veri" provvedimenti sugli ultras per paura di "invadere" la sfera sportiva con la politica, oppure perché sanno che quei provvedimenti colpiranno anche organizzazioni o attività in cui hanno investito. Questa è la nostra Italia. Bella roba. L'affronto più grande: stamattina, nella piazza in cui l'ispettore è morto, ossia la scena del crimine, soggetta alle indagini della scientifica che "dovrebbero" portare a dei risultati certi sulla morte dell'uomo, è stata teatro del settimanale mercato cittadino: questo vuol dire che la polizia di Catania non ha potuto svolgere le regolari indagini sull'omicidio di un uomo e, ancor più grave, di un funzionario di polizia assassinato da persone riunite in una associazione per delinquere finalizzata all'estorsione economica.

Siamo proprio nel paese di Pulcinella. Vergogna!

Etichette:

26.1.07

AUSCHWITZ... E IL RESTO

Tre piccoli brani per mostrare cosa l'Olocausto significhi per me.

La mia situazione di ragazzo con lievi handicap fisici mi costringe, a volte, durante l’anno, a dovermi recare all’ospedale pediatrico San Raffaele di Roma. È un centro all’avanguardia, dotato delle più sofisticate tecniche per riportare ad una condizione di “parità” i bambini e le persone afflitte da malattie come la sindrome di Down, o che sono costrette sulle sedie a rotelle, con le persone che hanno la fortuna di non avere tali problemi. I pazienti di una casa di cura come questa sono assistiti da personale esperto come le infermiere, i medici pediatri e i terapisti. I pazienti in situazione di degenza rimangono insieme per almeno il sessanta-settanta percento della giornata, negli spazi ricreativi, in attesa delle visite mediche. Questo è come funziona, in soldoni, un centro di questo genere. Incontri bambini talvolta bellissimi costretti sulla sedia a rotelle, impossibilitati a camminare dalla terribile malattia. Ti fanno pena, dico la verità, ti distrugge il cuore vedere persone così giovani e innocenti trovarsi così. Però, in questo caso, si arriva alla conclusione che la malattia, anche la più grave, è cosa del mondo, e che proprio per allietare i malati, e aiutarli ad affrontare tale condizione venga proprio da questo tipo di strutture e di personale. È confortante, credetemi, sapere che esistono persone del genere. Io ne conosco molte, che mi hanno aiutato. Alcune di queste sono per me alla strenua di amici fraterni, gli voglio bene. Questa è la casa di cura: un posto d’oro, una casa dorata. Questo sono le case di cura oggi. Settantadue anni fà, nel 1934, in Germania, il partito nazista, lo stesso partito nazista responsabile della Shoah, mise sù un programma di case di cura per quelle persone che, ieri come oggi, soffrivano di particolari malattie (anzi, dato il grado di avanzamento della medicina all’epoca, erano in condizioni anche peggiori). Ebbene sì, anche il grande Reich razzista aveva la sua struttura medica composta da personale esperto per assistere tali malati. Nei corridoi di tali centri (che io immagino come strutture in legno simili alle baite in montagna, strutture immerse nei romantici boschi della Baviera, un paradiso terrestre) passavano altri malati, afflitti da gravi malattie che li facevano sembrare fantasmi. Anche lì vi operavano dottori in camice bianco, tutti medici tedeschi. Sotto il calice, però, avevano i pantaloni dell’uniforme delle SS e gli stivali lucidi. I malati venivano prelevati dalle SS qualche mese dopo l’arrivo. Magari erano stati accompagnati dai genitori, dai figli, dai fratelli e dalle sorelle, che li avevano aiutati a portare i bagagli in modo amorevole, salutandoli con tenere coccole, nella speranza di rivederli in condizioni migliori. Non li avrebbero mai più rivisti. Le SS prendevano i pazienti (tutti: malati terminali, persone con particolari lesioni a livello neurologico, infermi sulle sedie a rotelle; donne, uomini e bambini) e li conducevano all’aperto, magari con la scusa di una bella passeggiata nei boschi. Da quì, posso solo immaginare il resto: forse i malati venivano ai bordi di una grande fossa, e lì uccisi con una un colpo di pistola alla testa; o forse venivano usati come esperimenti per confutare l’esistenza di una cosiddetta “razza superiore”, a cui loro, naturalmente, non potevano appartenere. Erano sudici, imperfetti, deboli, non facevano onore alla “razza ariana”. Ai parenti veniva detto che il loro familiare era purtroppo venuto a mancare per cause naturali, per una complicazione. In questo vile modo, il Reich tedesco continuò ad assassinare persone, facendole scomparire nel nulla. Alla fine, quando la verità comicniò a circolare a causa dell’elevato numero di vittime, la Chiesa Cattolica e quella Protestante intervennero e l’operazione venne sospesa. Erano state uccide 70.000 persone inermi, senza alcuna colpa se non quella di essere vittima della follia, dei pregiudizi e dell’ignoranza. Tale operazione fu battezzata T4, e mirava alla purificazione della “razza superiore” mediante lo sterminio di massa. Non se ne parla mai ma, insieme alle leggi di Norimberga del 1933, che portarono alla persecuzione degli ebrei, i nazisti fecero scomparire dalla Germania un silenzioso e debole gruppo di persone accomunate da una solo fatto: erano sfortunate. È lo stesso silenzioso “popolo” che vive in stato di degenza al San Raffaele di Roma. Le stesse patologie. La stessa debolezza, lo stesso bisogno di essere aiutati, seguiti, sottoposti ad amorevoli cure. Perché i nazisti lo facevano?avevano paura che le malattie fossero ereditarie, e che, pian-piano, riuscissero a contaminare l’intero popolo “ariano”, distruggendo così il sogno del Fuhrer. Avevano paura, in altre parole, di ritrovarsi con una Germania inchiodata alla sedia a rotelle. Ignoranza, ecco tutto. Lo fecero solo e soltanto per ignoranza. 70.000 persone non sono tante quanto i 6 milioni della Shoah. L’operazione T4 è il fatto più oscuro, non se ne parla mai troppo. Certo, l’orrore di Auschwitz fu per certi versi ancora più inumano. Solo, girando per il San Raffaele e guardando negli occhi un bambino infermo per una malattia genetica, non posso fare a meno di pensare che sarebbe potuto finire in una camera a gas. Anche questa deve essere parte integrante della Memoria.

I bambini ad Auschwitz

C'è qualcosa che mi ha sempre tormentato, riguardo alla Shoah. Nel novembre del 2002, a scuola, lessi due brani che mi fecero capire fino a ché punto arriva l'orrore. L'orrore arriva a questo:

Così morì Emilia, che aveva tre anni; poiché ai tedeschi appariva palese la necessità storica di mettere a morte i bambini degli ebrei. Emilia, figlia dell’ingegner Aldo Levi di Milano, che era una bambina curiosa, ambiziosa, allegra e intelligente; alla quale, durante il viaggio nel vagone gremito, il padre e la madre erano riusciti a fare il bagno in un mastello di zinco, in acqua tiepida che il degenere macchinista tedesco aveva acconsentito a spillare dalla locomotiva che ci trascinava tutti alla morte.

Scomparvero così, in un istante, a tradimento, le nostre donne, i nostri genitori, i nostri figli. … Li vedemmo un po’ di tempo come una massa oscura all’altra estremità della banchina, poi non vedemmo più nulla.

Levi, Se questo è in uomo, pagg. 20-21

Allora mi chiesi una cosa stupidissima, che non mi ero mai chiesto: "ma quanto è piccolo un bambino di tre anni? Quanto poteva arrivare in fondo quell'intento storico, puramente "ariano", per giustificare questo? Per arrestare, deportare, torturare con la fame ed infine gasare un bambino, a che punto si è arrivati su questo povero mondo? Io spesso me lo chiedo. E penso che, quando si dice "ricordati affinché non possa più accadere", non lo si faccia solo per retorica, perché penso che Ahmadinejad è lì, dietro l'angolo, con la sua follia negazionista e apertamente antisemita (o antisionista? Ma l'antisionismo può giustificare menzogne tanto grandi?). SOprattutto, penso che fin troppe persone abbiano dimenticato Emilia, Mario, Giada, e tutti gli altri bambini ebrei morti nei lager. Penso che, se qualcuno che è pronto a negare ancor'oggi, leggesse quelle righe, e poi guardasse negli occhi il suo bambino o la sua bambina, i suoi occhi gli s'incendierebbero (figurativamente, sia chiaro). Ecco perché sottoscrivo in pieno Mastella e la sua battaglia: anzi, estenderei la pena non solo per i crimini nazisti e fascisti, ma anche per ogni altro genocidio razzista attuato, da qualsiasi ideologia esso provenga. Qualsiasi.

Io ricordo Auschwitz

Etichette: ,

10.5.06

Il nuovo inquilino del Quirinale.

E' di oggi la notizia che il nuovo capo dello Stato è Giorgio Napolitano, DS, ex-PCi di ferro.

Dopo sette anni di grandezza, dovuti alla grande guida istituzionale di Carlo Azeglio Ciampi, la palla passa di mano ad un componente del primo governo Prodi (1996), nonché membro storico del Partito Comunista Italiano.















Ora, pur non essendo affatto di sinistra (mi ritengo un centrista di familiare tradizione DC) non trovo giuste le polemiche sorte a destra, che già parlano di "dittatura". Non siamo eagerati, siamo nel 2000, mica nel medioevo!

Se Napolitano sarà un bravo presidente della Repubblica potrà dirlo solo il tempo, ma sono sicuro che non ci deluderà e che non mi farà rimpiangere la grande guida di Ciampi. Magari posso essere dubitoso della scuola politica del PC durante l'attività di Napolitano (l'appoggio alla Primavera di Praga e all'occupazione dei carri armati sovietici) ma non sono certo io a gridare "dittatura". Ognuno ha fatto i suoi sbagli (democristiani inclusi), personalmente non condivido né accetto le idee della sinistra radicale (neppure degli scritti marxisti, ma non è certo questo il comunismo italiano), ma se queste sono le decisioni della volontà popolare, io le accetto senza problemi.

Che dire? In bocca al lupo!

In quanto a Ciampi, mi è seriamente dispiaciuto che non abbia accettato la proposta di rielezione, ma d'altronde si tratta di una persona molto anziana. Non ce l'avrebbe fatta per altri sette anni. Il suo mandato ci lascia il ritorno in auge del patriottismo di stato, quello più essenziale e giusto, dimenticato da anni di magna-magna generale. Ha richiamato l'attenzione sulla Memoria della Resistenza e della Liberazione, è intervenuto per placare gli animi politici in quella che è stata per cinque anni la peggior campagna elettorale della seconda repubblica e ha soprattutto ridimensionato la figura pubblica delle Forze Armate e soprattutto Istituzioni politiche, troppo spesso dimenticate e derise, senza per questo cadere nella retorica di Stato. Una figura che apprezzo dal più profondo dell'anima, un grande politico e, soprattutto, un uomo veramente "con le palle". Grazie, signor Presidente!

Etichette:

26.4.06

Questione di punti di vista...

Ieri sera, su La 7, è partito il nuovo programma di Maurizio Crozza, Crozza Italia. Mi ritengo essere un appassionato di comicità italiana, adoro gli sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo e di altri grandi del panorama italiano. Mio padre mi aveva consigliato Crozza, oltretutto lo sketch pubblicitario del programma che fa il verso a "Il Padrino" è stupendo.

Comincia dunque il programma, con uno sketch niente male su Papa Ratzinger e il suo atteggiamento anti-sinistra. Io non condivido, però devo dire che era esilarante. Insomma, c'era Crozza vestito da papa intento in un monologo rivolto ai fedeli, ma appena pronunciava alcune parole chiave (unione, ulivo, comu-nione), si bloccava. E questo è stato veramente divertente. Poi, però, si è passati al classico one man show con tanto di conduttore in mezzo al pubblico, veramente un tipo di comicità che non mi piace.

E poi troppa politica. Non puoi costruire uno show che parte alle 21.00 e termina alle 23.00 solo e soltanto sulla satira politica e sociale (peraltro abbastanza corretta, abbastanza). Non mi piace il genere, ammetto di essermi annoiato, più che divertito. Troppo pesante, troppo parlato, troppo polemico.

Alla fin-fine, il bello di Aldo Giovanni e Giacomo o di Proietti, o di altri, è che usano lo sketch teatrale come arma per far divertire. Per esempio, ci sono alcune scenette del vecchio "Tel chi el telun" che mi fanno scompisciare solamente a pensarci... certo, ci può essere chi apprezza questa comicità al limite della satire (un pò come Beppe Grillo o la Guzzanti) ma personalmente (e dico personalmente non per fare polemica, ma per esprimere unicamente una mia opinione) preferisco guardarmi Luca e Paolo. Saranno più stupidi (come intenti o come modi di far ridere) ma almeno ti mettono davanti lo spettacolo comico, una situazione su cui poter ridere sopra. Probabilmente sono uno dei pochi a cui Crozza Italia non è piaciuto, ma forse mi aspettavo semplicemente qualcos'altro. Peccato, perché Crozza-don Vito non era male.

Etichette:

24.4.06

Ma senti chi parla...

... di antisemitismo. Il terzo post del giorno è, al contrario di ogni pronostico, un articolo politico.

Si da il caso che oggi il presidente iraniano Ahmadinejad abbia nuovamente attaccato Israele a parole. A me non importa molto del nucleare (penso che nessuno sia così stupido da compromettersi con le armi atomiche, neppure gli integralisti islamici). Ma le parole del presidente d'Iran sono troppo gravi, a mio parere:

"Logicamente, questo falso regime non può sopravvivere", ha affermato Ahmadinejad, che nei mesi scorsi aveva invocato la cancellazione di Israele dalla mappa geografica. E, rivolgendosi ai Paesi europei, ha chiesto: "Perchè li avete costretti (gli ebrei, ndr) a rifugiarsi in Palestina? Perchè pensate che stiano bene in Palestina? Se ne sono andati a causa del vostro antisemitismo [...] aprite le porte di questa grande prigione - ha intimato ancora il presidente iraniano - e lasciate che il popolo decida per sè. Vedrete che ritorneranno nella loro madrepatria". L'ultimo attacco di Ahmadinejad allo "Stato sionista" risale a dieci giorni fa, quando aveva sostenuto che il Paese "verrà spazzato via da una tempesta [...] L'antisemitismo in Europa ha costretto gli ebrei a lasciare i loro Paesi d'origine, e quello che hanno fatto è stato di occupare un Paese che non era loro ma dei palestinesi"". da ("La Repubblica.it").

Ora, è pur vero che nessuno stato (neppure Israele) è perfetto. Ma che, alla vigilia della Giornata della Memoria alla Shoah dello stato israeliano, un teocratico come
Ahmadinejad abbia attaccato in modo così duro Israele, con affermazioni tanto ignoranti, lo trovo vergognoso. Soprattutto per lo scopo del presidente: distrarre la popolazione iraniana, ridotta all'osso da povertà e oppressione, creando un nemico esterno (Israele, appunto). Una questione politica.

Primo, gli Israeliani sono in primis ebrei, e gli ebrei sono stati cacciati in Europa dopo la Dispora, la distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei romani dell'imperatore Tito. Quindi, c'erano già 1000 anni prima che gli islamici si insediassero Gerusalemme (una città ebrea nelle origini). Secondo, musulmani ed ebrei hanno convissuto in Palestina insieme sino alla formazione di Israele (non certo una cessione totalmente filantropica da parte dell'Occidente, quanto per creare un punto d'appoggio strategico nello scacchiere mediorientale), quando il popolo ebraico ha trovato quella Terra Promessa descritta nella Bibbia ad Abramo e Mosé (pur con tutti gli intenti espansionistici espressi dopo il 1946). Quando Israele fu istituito come stato, ci furono delle appropriazioni indebite di territori da parte dei governi di destra, perfettamente incriminabili, verso i musulmani palestinesi, ma se permettete da qui a parlare di cancellazione di uno Stato (l'unica vera democrazia in mezzo ad Iraq, Iran, Giordania e Libano) mi sembra veramente criminale. Soprattutto dopo Auschwitz. Ahmadinejad è un volgare dittatore teocratico, una di quelle figure che mi riporta in mente certe inquietanti figure del passato...

P.S. se domani avrò tempo, come spero, un bel post dedicato alla liberazione e alla resistenza anti-nazista è assicurato (ci mancherebbe...).

Etichette:

23.4.06

Morte di un ecomostro.

Nonostante questo non sia un blog di politica o di ambientalismo, ho deciso di fissare nella sua memoria l'evento che oggi più mi ha emozionato e che più mi ha fatto riflettere: l'abbattimento, a Bari, della Punta Perotti, uno dei più grandi "ecomostri" esistenti in Italia. Ho dato un'occhiata allo speciale dedicato all'evento da parte di Kataweb, e devo dire che, pur non essendo un ambientalista convinto, sono stato veramente contento dell'evento.

Questo non solo perché non è normale che un muraglione di cemento venga edificato a meno di cinquecento metri da uno dei mari italiani che, seppure inquinato, mantiene una certa bellezza. Non è normale perché, semplicemente, non si è mai vista una cosa del genere in Italia (almeno non ufficialmente, ma sono certo che ce ne saranno molti altri come quell'affare, situati nella penisola). Una muraglia chiudeva alla cittadinanza barese la vista sul suo stesso mare: personalmente, quando guardo il lago dal balcone della mia cameretta, non posso fare a meno di essere felice di essere nato qui. Per un barese, la cosa più bella della sua città dovrebbe essere il mare, come per me lo sono il lago e il castello Odescalchi. Ma c'è anche un'altra cosa importante su cui riflettere: sicuramente, dietro i palazzoni a Punta Perotti ci sarà qualche associazione a delinquere (la mafia o l'andreangheta, chicchessia), quindi anche questo abbattimento è un passo in più verso la sconfitta finale della criminalità e del buinsess illeciti.

Facendo un giro sullo speciale di Kataweb, poi, mi sono imbattuto in una pagina web che elencava gli ecomostri italiani (tutti orribili, come il villaggio-vacanze sorto nella VALLE DEI TEMPLI, ossia uno dei più importanti siti archeologici italiani!). Questo in particolare mi ha dato da pensare:
Non ricordo dove si trovi (penso che sia in Liguria, a giudicare dalle scogliere) ma è stato abbattuto nel 1999 (se non ricordo male, ed infatti in acqua si notano le motovedette dei carabinieri). Ora io, guardando uno scempio del genere, che dovrei pensare? Non solo è un mostro che copre completamente una bella foto "da cartolina", ma secondo me non può essere un edificio al 100% sicuro: ma vedete dove poggia?? Sotto l'estremità a sinistra, alla fine, non c'è niente! Un edificio dallo spazio risicato, sul mare, che copre un'immagine da cartolina come quella (poco) distinguibile alle sue spalle.

Di esempi del genere, in verità, se ne trovano anche a Bracciano (non faccio nomi per non voler essere polemico). E' vero che gli edifici per far risiedere l'aumentante (mica tanto) popolazione
servono, ed è anche vero che la gente deve avere una casa, ma qui si sta parlando di speculazioni gravi al pubblico bene. Certe cose, purtroppo, succedono soprattutto in Italia (anche grazie alla sopracitata mafia).

Oggi è stata vinta una battaglia, ma siamo lungi dal vincere la guerra. Praticamente non la vicneremo mai, ci sarà sempre il solito farabutto che, per un motivo o per l'altra, costruirà un hotel sulla cima di un monte, oppure in riva al mare, o proprio di fronte ad un'area archeologica di importanza nazionale. Che tristezza, ragazzi...

Etichette: