17.11.07

La sfida

Questa parte del lavoro non me l'avevano raccontata, fino allo scorso settembre.

Mi ero sempre detto che uno scrittore di noir non ha bisogno di mettersi a fare l'Agata Christie della situazione, creando trame affascinanti ma allo stesso tempo realistiche. Anzi, mi ero detto che, scrivendo noir, potevo lasciar perdere l'aspetto della forma "thriller" per dedicarmi ai sentimenti. Invece non è così: il bravo scrittore noir deve anche saper creare situazioni realistiche, che possano risultare credibili. Non è un precetto sicuro, ma ho deciso di prenderlo come approccio alla scrittura. Solo, è difficile, è una sfida: sei te che devi trovare una soluzione che permetta uno svolgimento della storia che non stoni, che sia un buon compromesso fra la tua fantasia e la realtà. Stai scrivendo un poliziesco, non un fantasy.
Da una parte mi piace; dall'altra, è il lato meno facile della cosa.

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15.11.07

La verità fa male.

Quentin Tarantino ("Kill Bill", "Pulp Fiction"), un mese fa: "Il cinema italiano è morto e sepolto".

Risposte:

Christian De Sica ("Natale a Barcellona", "Natale a Porta Pia", "Natale a Bombay", "Natale a Amesterdam", "Vacanze di Natale 2487"): "Tarantino è un bravo regista, ma il trattamento che ha verso il grande cinema italiano è un'offesa!".

Personalmente, non vedo dove sia l'offesa fatta da Tarantino.
P.S. con De Sica si schierano Neri Parenti, Laura Morante (una di quelle che fa ventimila film l'uno uguale all'altro), Nanni Moretti (che se non si parla di politica è inutile prenderla in mano la cinepresa), ma soprattutto il "grandissimo" regista Franco Battiato (dicono che "Musikaten" sia uno dei film più kitch degli ultimi dieci anni...).
Ma fatelo parlare, Tarantino è l'unico che capisca come stanno le cose e lo dica bene! E anche RUtelli, la smettesse di atteggiarsi a critico di cinema in occasione della Festa di Roma: il cinema italiano è veramente morto e sepolto!