29.6.06

Sono tornato (normale).

Ah, finalmente posso redigere il mio blogghe, che sollievo!

Ora che ho ripristinato la via internet, posso finalmente continuare a intrattenere i 2 lettori che seguono il mio sito. Meno male!
La scuola è finalmente finita il giorno 10 Giugno, e da allora ho finalmente staccato la spina, dividendovi fra la scrittura (di un nuovo romanzo e di recensioni cinematografiche varie), lettura de "Il nome della Rosa" e lo stare con gli amici di scuola.
Finalmente la campagna principale di D&D che stavo conducendo con Bigio, Federico, Massimo, Amaniello e Simone è completata. A dir la verità sono rimasto molto deluso da come ho affrontato il finale: inseguito da due gargoyle famelici e cattivissimi, mi sono schiantato su di una torre del castello di Keremish, cadendo svenuto e venendo salvato da un alleato. Peccato, andrà meglio la prossima volta.
La campagna con "Oblivion", invece, và sempre meglio, ed ora sto cominciando a impratichirmi con le arti magiche che ho appreso durante il mio lungo viaggio. Ma oltre a "The Elder Scrolls" ho avuto modo di giocare (e di completare) il nuovo episodio della serie di "Hitman", uno stealth-action game che mette nei panni di un simpatico killer a pagamento dalla boccia pelata di nome "Agente 47", il quale deve compiere alcuni "compiti" ai danni di criminali e pezzi grossi corrotti... molto politically correct, vero?

P.S. nei prossimi post dedicherò molto tempo a due capolavori del cinema italiano che ho comprato in DVD: "C'era una volta il West" di Sergio Leone e "L'Aldilà", grande horror d'atmosfera diretto da Lucio Fulci! A presto.

8.6.06

AVVISO:

Sto traslocando per l'estate. Dato ciò, il blog non verrà aggiornato fino a data da definirsi. Un saluto a tutti Fabio

6.6.06

D-DAY 1944

"Mi creda, Lang, le 24 ore successive al primo attacco alleato saranno quelle di un giorno lungo... il giorno più lungo"- Erwin Rommel, generale dell'esercito tedesco, Maggio 1944.

E di fatto così fu: quel 6 giugno del '44, quando gli americani, gli inglesi e i canadesi sbarcarono sulle coste della Normandia, fu veramente una giornata memorabile. Dico "memorabile" in tutti i sensi, sia positivi ché negativi.

Ma partiamo con ordine. Nel 1944, l'Europa è sotto il controllo della potenza nazista. Le deportazioni, gli eccidi, la tirannia, continua sulle più importanti nazioni europee. Ad Auschwitz la gente viene ancora ammazzata, e continuerà ad essere sterminata per quasi un altro anno. I sovietici combattono eroicamente ad Est, marciando fra campi di battaglia e cittadine ormi irriconoscibili a causa delle orrende distruzioni generate dalla guerra. Il comando Alleato, intanto, ha deciso che l'assalto all'Europa Occidentale non può più essere reinviato. Questo principalmente perché le sole truppe russe non riescono materialmente a soverchiare la potenza nazista. Al generale americano Eisenhower è affidato l'incarico di organizzare un massiccio blitz nel Vallo Atlantico, la lunga fortificazione che i nazisti avevano eretto nell'Europa settentrionale (nei piani, dalle coste della Norvegia sino a quasi sconfinare in territorio spagnolo). L'operazione dura sei mesi, al termine dei quali un'imponente armata si è riversata in tutta Inghilterra. Ne fanno parte soldati americani, britannici, candesi, polacchi e francesi, costituiscono quella che sarà ribattezzata "La nuova armada". Dopo mesi di contro-spionaggio, di sabotaggi e di bombardamenti, finalmente l'attacco viene deciso per i primi di Giugno '44. Il piano di Eisenhower e di Montgomery è quello di assaltare una zona del Vallo Atlantico sia dall'alto (con truppe aviotrasportate) sia dal mare, con un'imponente operazione anfibia. La scenta del giorno ricade su tre date: il 5, il 6 o il 7. Il tempo è molto cattivo sulla Normandia, così l'intero piano rischia di essere rimandato a dopo l'estate (il ché vuol dire che la guerra sarebbe continuata ancora per un altro anno). Infine, rishciando, il comando Alleato decide di attaccare il giorno 6 giugno.
GIà la notte di sabto 5 Giugno alcuni reparti paracadutisti attaccano posizioni chiave della Normandia, in particolare i ponti fluviali. In questa fase rimane memorabile il coraggioso assalto delle forze speciali inglesi al ponte Benouville, vicino Caen, dove solo sessanta soldati riuscirono a battere una soverchiante guarnigione di soldati tedeschi. Infine, alle 06.00 del mattino, su cinque spiagge della costa normanna battezzate in codice Omaha, Juno, Sword, Gold e Utah, mezzo milione di soldati sbarca in un inferno di proiettili, urla e morte. Tragico è l'episodio di Omaha Beach, assalto rivelatosi una parziale sconfitta per gli americani, che riportano vittime ingenti. I combattimenti sulle spiagge, nelle campagne adiacenti e nelle città costiere proseguono per l'intera giornata, trasformando la placida realtà contadina "periferica" alla macchina di distruzione del nazismo in un inferno. Migliaia di civili e di soldati di tutte le nazionalità partecipanti muoiono. I combattimenti nella regione sono duri e continuano sino a metà luglio, quando finalmente le truppe alleati sfondano le linee e marciano verso Parigi. Da Parigi passeranno al Belgio, dal Belgio all'Olanda, per poi arrivare in Germania, dove si ricongiungeranno con i compagni sovietici.

Che la guerra sia orribile, è un dato di fatto. Che nessun fenomeno bellico sia accettabile, io sono convinto. Però non posso non dare ragione a quei veterani che dicono: "In Normandia, abbiamo combattuto per la libertà". Non è come accade oggi in Iraq, dove le minacce vengono create con montaggi per organizzare gigantesche campagne per il "dio-petrolio". Non sto dicendo che Garibaldi o George Washington hanno comattuto in Normandia, né che l'idealismo da parte alleata regnasse sovrano (tutt'altro) ma sto dicendo che lo sbarco in Normandia, pur nel suo orrore, ha salvato, assieme ad altre giornate come il 25 Aprile, ognuno di noi. Ogni soldato combatteva per salvarsi la pelle, perché la guerra non è eroismo, bensì sangue, dolore, distruzione. E' ciò che è più lontano possibile dalla normalità, e anche il nemico, i nazisti, ha sofferto pene difficilmente rimarginabili, perdendo amici, figli, mogli, fratelli. Ma dico anche che ogni territorio conquistato ai nazisti da parte degli americani e degli inglesi avvicinava sempre di più il mondo alla fine della guerra e al ripristino della democrazia, della pace e della dignità umana che i nazisti e i fascisti avevano tentato di distruggere. E questo, per me è un dato di fatto di cui và tenuto conto, e che non va dimenticato. "Loro", i soldati alleati, sono morti anche per noi. E sono convinto di questo, nonostante possa essere scambiato per un filo-bushiano o berlusconiano. QUello che dicono loro è un'altra cosa. Il D-Day, lasciamolo alla meritata memoria dei posteri. W il D-Day!

A chi è interessato all'argomento (molto pochi, scommetto) consiglio caldamente uno dei miei film preferiti:

5.6.06

Oblivion-diario: Le terre desolate

Sono ripartito tre giorni fa da Anvil per recarmi a sud, alla città di Leyawiin. Ora, Cyrodill è attraversata e tagliata in due da un lungo fiordo che termina nel già citato Lago Imperiale, ove sorge la capitale dell'impero. Io, in questi giorni, ho affrontato l'esplorazione di entrambe le rive del fiordo. Sono passato per quella ovest all'andata e sono arrivato a Leyawiin, la cittadina più meridionale (e più brutta) dell'impero. La gilda di Anvil mi aveva destinato qui dopo aver risolto un bel pò di problemi lì. A Leyawiin avrei dovuto scoprire perché alcuni miei compagni di battaglia si sono ribellati agli ordini non adempiendo ad una precisa missione. Sono andato a cercarlo, e loro mi hanno detto che effettivamente l'incarico della Gilda è stato risolto, ma che alcuni membri di una organizzazione di avventurieri illegale hanno dato del filo da torcere ai nostri. E dunque, mi è stato chiesto di trovare un lavoretto extra per loro, così da riuscire a provare il loro valore e a cacciare i rivali da Leyawiin. Ho domandato in giro, ed ho trovato una strana strega che mi ha detto di avere qualche lavoretto per la gilda, ma che in cambio avrei dovuto portargli degli ingredienti esotici: o delle corna di minotauro (!) oppure dei denti di orco (che è già più accettabile). E sono anche riuscito a comprare un bel cavallo pezzato, uguale-uguale a quello che avevo smarrito! E' bellissimo!
Così, ho intrapreso l'esplorazione della riva est del Grande Fiordo, la più selvaggia, la più infida e cupa. Qui non ci sono città o villaggi, ma solo gilde illegali di maghi oscuri e negromanti pronti a farmi fuori con l'ausilio di zombie e di ratti giganti! Non mi sorprenderei se vi trovassi anche il mitico minotauro, ma per il momento sono riuscito ad avvistare-ed ad abbattere-solo numerosi Troll di Montagna e qualche piccolo dinosauro piuttosto vorace. Devo dire che è veramente la parte di Cyrodiil più brutta e meno spettacolare, piena di paludi fetide in cui si sente l'azione delle forze del male ad ogni passo... ho deciso: la scalata ai massimi livelli della Gilda può aspettare. Sto risalendo il fiordo per arrivare alla Città Imperiale e da lì, o continuerò la quest principale, oppure andrò a nord, verso la cittadina montana di Bruma: sembra che anche lì vi siano dei vampiri molto cattivi... ci penso io...

"Il Codice Da Vinci": truffa non solo storica.


Ieri pomeriggio sono riuscito a tornare in una sala cinematografica dopo quasi un anno: mia sorella e mio cognato mi hanno convinto ad andare a vedere il nuovo film di Ron Howard. Avevo già detto che mi disturbava molto il tipo di tesi sostenuta dal libro e dal film, ma devo ricredermi: un film così potrebbe confondere le idee solo a un bambino di pochi anni. E' innoquo, nonostante non mi figuro molto bene cose tipo la Maddalena e Gesù che fanno l'amore o che la crocifissione sia stata tutta una farsa storica. Il problema è che "Il Codice Da Vinci", il film, non è un bel thriller. Lo dico da un punto di vista cinematografico: è talmente lungo e lento, privo di tensione narrativa e carico di banalità nella sceneggiatura da risultarmi quasi irritante. E questo per due motivi:

  1. La trama del film è ripresa interamente dal libro. Questo vuol dire da una parte che posso seguire la storia su pellicola senza temere di perdermi qualche elemento importante nella versione letteraria, dall'altra "Il Codice" risulta morboso, lungo, confuso, un polpettone insostenibile.
  2. La regia di Ron Howard è su commissione, e lo si vede da un miglio: è stanca, manca la tensione narrativa, ma ciò che è peggio è che l'intero film, un thriller, è completamente telefonato. Sai già cosa accadrà e come accadrà, e non basta la sceneggiatura zeppa di buoni colpi di scena a salvare lo spettatore dall'oblìo di Morfeo, servirebbe anche una regia robusta che sappia costruire il crescendo narrativo. Invece, il taglio narrativo ricorda una fiction incentrata sulla mera descrizione dei fatti, senza suspence. Risibili anche i flashback storici: sembra di vedere una puntata de "La Macchina del tempo"!
Ma ciò che è peggio, oltre al batage pubblicitario assolutamente ingiustificato per un filmaccio del genere, è la prova di quasi tutto il cast: sulla carta, vedere assieme i nomi di Hanks, Reno, Bettany e McKellen è una vera emozione, tutti e quattro sono attori mitici e molto bravi. Ma a parte Bettany e McKellen, Hanks dà la peggiore prova della sua carriera: sterile, spaesata, inespressiva. E anche Reno ha stancato propinandoci ancora una volta la figura del poliziotto duro dal cuore buono (echi di "Leòn"? No, non siamo a quei livelli, per fortuna), ma forse è un errore di casting, più che un suo difetto interpretativo. Molina, che fà la parte del vescovo dell'Opus Dei Aringarosa, se la cava egregiamente, ma si rimpiange la sua faccia da cattivo-buono in "Spider-Man 2". Per non parlare della Tatou, totalmente incompetente, inespressiva e involontariamente comica. Si salva solo il bellissimo Silas di Paul Bettany e Ian McKellen, ancora una volta una garanzia.

"Il Codice Da Vinci"? Una truffa colossale, secondo me. Voto: 4-

3.6.06

Incubi veri e incubi finti.

Ieri sera, guardando la TV, mi sono imbattuto in una puntata di "Top Secret", interessante trasmissione di Claudio Brachino, dedicata ai grandi serial killer americani. I casi presentati erano tre, tutti molto inquietanti: Henry Lucas, che attraversò mezza-america uccidendo un centinaio di persone (non tutte confermate, si vantava di aver ucciso ancora più persone), Alain Leger, il cosiddetto "mostro del Miramichi", che perseguitò e sconvolse un'intera comunità canadese negli anni '80, uccidendo quattro persone con incendi dolosi, e per ultimo "lo Zodiac", misterioso nome affibiato dagli investigatori ad un assassino colpevole di delitti efferati, prima a San Francisco (CA) poi a New York City.

Devo dire che le storie di serial-killer sono tanto sconvolgenti quanto affascinanti. Io ho scritto un racconto fantastico su un serial-killer che agiva in modo analogo a quello di veri assassini, si intitola "Eagle Creek" ed è stato pubblicato nel gennaio di quest'anno sul sito della mia scuola. Volevo cercare di esplorare il volto più oscuro e più drammatico di un'indagine come questa: la drammaticità della morte assurda di una persona comune, di una vittima scelta per caso, uccisa dalla furia omicida di gente che dovrebbe stare in prigione. E' un evento terribile quando la morte arriva nella quotidianità, nella "normalità", con così tanta violenza come è successo nei casi di Charles Manson e di altri serial-killer. Veramente terribile pensare che esista una dimensione, neppure molto distante dalla placida "superficie della socità", fatta di mostri dalla psiche malata che compiono certe efferatezze. Ma neppure posso puntare il dito contro di loro: per me è giusto punire, ad esempio, un assassino incallito, ma quando si comincia ad indagare nella storia di quest'individuo, si scopre che non esistono sempre "buoni" e "cattivi". Non in questo mondo, almeno.

Oggi, invece, ho ritrovato dopo una decina d'anni una serie di fumetti di "Dylan Dog" e due albi mensile a tematica horror del 1991. Ci sono alcune storie dell'orrore niente male. Che dire? Oggi sono malato di splatter...

1.6.06

Oblivion-diario: Un lungo viaggio

Oggi ho continuato il mio viaggio fra le terre attorno a Imperial City. Ieri mi ero fermato presso un dungeon sulla sponda sud del Lago Imperiale, dove mi è capitato il colmo per un avventuriero: rimanendo nel dungeon per circa un'ora, al momento della mia uscita dal sotterraneo, il mio cavallo era sparito. Che sia scappato, che sia morto, che me l'abbia rubato uno dei tanti banditi, fatto stà che il mio amato compagno di viaggio è scomparso. Pazienza, l'avventura non poteva fermarsi così. Dato ciò, ho continuato il mio viaggio verso nord-est dalla mia posizione, arrivando alla città di Cheydinhal. Sul cammino ho trovato tempo per spezzare le costole ad altri due accampamenti di banditi, facendo un pò di bottino niente male...
Cheydinhal è un bel borgo, molto caratteristico, costruito in legno, su un piccolo fiume attraversato da caratteristici ponticelli di legno. Qui, in questa cittadina dove risiede anche un pittore famoso in tutta Cyrodiil, ho deciso di unirmi alla Gilda dei Guerrieri. La decisione si è rivelata molto producente: ho partecipato, assieme ad altri tre guerrieri, allo sgombro di una miniera a nord del paese, infestata da voraci globlin. Un'azione veloce ma ricca di occasioni per dimostrare il mio coraggio. Dopodiché sono stato destinato dal mio comandante al distaccamento della Gilda posto ad Anvil. Si trattava di un viaggio lungo e pericoloso, specie a piedi, verso la città più occidentale di tutta Cyrodiil: potevo usare il viaggio rapido e perdermi il gusto del viaggio? Affatto: ho infilato gli abiti più leggeri che possedevo, ho preparato all'azione la spada e lo scudo e sono partito. E' stato divertente. Avrei voluto allegare una mappa, ma purtroppo per il momento non ci riesco. Comunque si sappia che come viaggio è stato molto godibile, ho attraversato posti verdeggianti e pieni di animali (anche feroci), di goblin e di briganti di bosco. E' stato molto divertente, mi sono divertito molto e quando sono arrivato alla zona della "Costa d'Oro", dove si ergono Kvatch e Anvil, ho potuto godermi alcuni panorami veramente spettacolari... prima che arrivasse un brutto temporale. Mi sono rifugiato presso un locanda veramente molto accogliente, calda, e qui ho preso una stanza per passare la notte al calduccio. La mattina dopo, non ho ceduto alla tentazione di una bella cavalcata, così mi sono impadronito in modo "quasi-illegale" di un bel cavallo Sauro di color marrone chiaro. Con il mio nuovo destriero sono giunto alla cittadina di Anvil, dove attualmente soggiorno presso la Gilda dei Guerrieri. E questa è la città in tutto il suo splendore...


L'architettura delle case, purtroppo appena intuibile nella piccola foto che sono riuscito a recuperare, è veramente bella. In più, Anvil è posta su una piccola baia, ed il suo castello sorge su un piccolo isolotto scoglioso al largo. In più ha un potente faro che illumina le notti burrascose. Appena avrò capito come si possono fare screenshot, potrò finalmente essere più esauriente nei resoconti delle mie avventure. A domani.

Benedetti siano Bigio e Neil Marshall!!


Questa quà sopra è la locandina di uno dei più grandi horror degli ultimi anni. Atmosfere macabre, violenza nella sua forma più tragica, dolore, sangue, vendette personali... ambientato fra l'Inghilterra e gli Stati Uniti dei giorni nostri, "The Descent" racconta la storia di Sarah, una bella signora che, appassionata di sport estremi, pratica rafting e spedizioni speleologiche con alcune sue vecchie amiche. Poi, un brutto giorno, viene coinvolta in un terribile incidente in cui muoiono il marito e la sua bambina, Jessica. L'evento mina in modo terribile la sua psiche e il suo equilibrio, così, per stare assieme, il vecchio gruppo di amiche organizza un'escursione in una voragine nei monti Appalachi. E qui, troveranno sia il Male fattosi creatura infida, sia i loro conflitti personali ad attenderli.

Considero "The Descent" un grande film: oltre ad essere un horror fra i più crudi e ben diretti degli ultimi tempi, è anche un dramma personale e psicologico veramente ben scritto e ben diretto, con attrici che fanno bene il loro mestiere (pur senza grandi picchi) e con una struttura del crescendo di tensione che inizia pian-piano, procedento fra cunicoli bui e ansiogeni, e poi sconfina nella rappresentazione della pura follia. Con tanto di finale all'altezza (alleluja!). L'horror è rinato, sissignore! Consiglio questo bel film a tutti i lettori del blog.

Ringrazio Bigio della graditissima visione ed assegno al film un 8+.