24.11.06

"La Promessa"


Ieri sera ho avuto modo di rivedere in tv uno dei thriller/noir più belli che abbia mai visto, passato sottotono all'epoca dell'uscita e spesso snobbato: "La Promessa", con Jack Nicholson, diretto da Sean Penn. Ho deciso di dedicarli una pagina del blog non tanto per il suo valore cinematografico (che comunque è molto rilevante, sia nella tecnica, sia per la sceneggiatura), quanto perché, semplicemente, questo film mi è piciuto veramente troppo.

La trama: Jerry Black (Nicholson) è un detective di polizia di una città sperduta fra le montagne. Nel suo ultimo giorno di lavoro, poche ore prima di andare in pensione, la polizia scopre il terribile omicidio di una bambina, compiuto da un pedofilo. Black và sul posto, e riscontra nei suoi colleghi una fintroppo spenta indifferenza all'accaduto. E' lui che deve dire alla madre della bambina cos'è successo. Davanti a loro, con un misto di odio, malinconia e rabbia, Jerry promette alla donna che troverà l'assassino di sua figlia. Qualche ora dopo, l'omicida viene catturato, ma si suicida prima che Jerry abbia la sicurezza assoluta. Con molti dubbi nella testa, Jerry intraprende una sua indagine personale, la storia del presunto assassino non lo convince. E dunque, fra sogno, realtà e "aldilà", Jerry comincia una caccia veramente coinvolgente, appassionante, spietata.

"La Promessa" mi è piaciuto molto, e non posso neppure rivelare particolari sulla trama, tanto è importante per lo spettatore essere completamente assorbito e ignaro della trama. Sean Penn mi piace molto come attore, e come regista penso che questo sia il suo film più bello. Da vedere, e da ascoltare, perché la colonna sonora di questo thriller/noir è veramente eccelsa.

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21.11.06

La questione "V per Vendetta": anarchia.

Questione "V per Vendetta", ovvero: perché questo film non mi ha convinto? 2° questione: perché questo film poteva piacermi e non mi è piaciuto? Partiamo dalle cose che più delicate: ho scritto nella recensione, questa dichiarazione sull'intento politico del film:

"Sul valore “politico” del mega-blockbuster, direi che questo inno alla suprema libertà dell’uomo (intesa come totale assenza di “simboli” ed “istituzioni”) sia, per la mia sensibilità politica, alquanto discutibile: se “V” riesce a trasmettere la rabbia per i campi di concentramento e per la dittatura, dall’altro lato direi che il tentativo di mettere a confronto quel genere di totalitarismo con l’America odierna è liberal (troppo liberal) e fin troppo scontato. Così come la pressante messa in evidenza del terrorismo come “arma” per annientare l’ingiustizia, quasi come si volesse fare un confronto con il terrorismo fondamentalista che divampa in Iraq: scelta azzardata per me, e di cattivo gusto, troppo asservita ad un’ideologia politica corrente e troppo vicina a noi. Non vorrei passare per berlusconiano o per un “benpensante”, ma secondo me una lettura di questo tipo è troppo estremista, e facendo leva su questo lato per strumentalizzarlo si rischia di entrare in contrasto con buona parte del film stesso.

Ora, ho compiuto un a riflessione molto profonda: io ho criticato il film dal punto di vista cinematografico (prima del frammento quì presentato) individuando i punti deboli del film nella regia, che non mi ha convinto. A parte questo, dato che sono istruito e che non voglio fare dichiarazioni avventate, voglio mettere una bella postilla: "V Per Vendetta" nasce da una corrente anarchica, una corrente che esiste dagli arbori dello Stato moderno. Io non apprezzo il tipo di dottrina, perché, ragionando, penso che lo Stato debba comunque sustistere. Secondo il mio minuto punto di vista, infatti, uno stato libertario senza una guida è come una dittatura. Nel film si dice che le istituzioni devono essere abbattute perché tanto la libertà (nella sua accezione più ampia: sessuale, politica e sociale) muove dalle idee, non dalle convenzioni comportamentali che gli stati cercano di inserire nella società. Per carità, la libertà la vogliamo tutti: non posso sopportare cose tipo "Abbasso i musulmani perché sono tutti terroristi" esattamente come non posso tollerare chi dice che "Chi vota per i comunisti è un coglione", perché, se siamo in democrazia, è logico e giusto che tutti possano pensare ciò che vogliano. Il problema è che lo Stato, secondo me, se si comporta come deve, non è una limitazione alla libertà, bensì quell'organismo che la garantisce: la polizia che si mette davanti ad una manifestazione di protesta in piazza, se non carica la folla senza alibi, è giusto che ci stia, per evitare magari che qualche deficiente cominci a rovesciare cassonetti e roba del genere. Se quei quattro si mettono a fare cagnara, mentre gli altri duecento protestano silenziosamente e pacificamente, i più colpiti saranno proprio quelle duecento persone, perché per colpa loro i poliziotti dovranno sospendere la manifestazione, per evitare che questa diventi, come purtroppo accade, un'occasione per far casino e per creare problemi agli altri. Con questo non voglio dire, però, che la gente non deve andare in piazza a protestare contro la guerra o contro una legge, anzi: dico, però, che ogni cosa deve essere fatta rispettando l'altro, perché la politica non può essere solo urlare i propri ideali, ma anche rispettare l'altro, anche permettere all'altro di starsene in casa durante la manifestazione senza che si ritrovi l'appartamento pieno di fumogeni. Dico solo questo. Riallacciandomi a "V", la cosa che mi ha un pò turbato è stato il fatto che la componente liberal sia un pò troppo estrema, troppo deviante (e quì, se non ho fatto un guaio, ci si dovrebbe riallacciare al discorso sulla "libertà di pensiero" nella democrazia); secondo me, almeno, ci sono dogmi della democrazia che vanno comunque rispettati, come la presenza dello Stato, la presenza di una "res-publica" che ci accomuni e che diriga la discussione politica. Ben venga la coesistenza democratica di "comunismo", "centrismo" e di correnti un pò più "destrose": ma questo confronto è possibile solo avendo in mente che, finché qualche terrorista nero o rosso (in particolare nero, penso) non fà saltare in aria qualcosa, ognuno ha il diritto di parlare. Naturalmente, rispetto anche la corrente anarchica, proprio perché tutti possono parlare.

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14.11.06

Cruise e Spielberg a cinque-sei km da casa mia...

Sì, lo sò, non è degno di un vero appassionato della Settima Arte perdersi in frivolezze come chiedere l'autografo ai grandi divi o informarsi con grande interesse sui numeri e le modalità delle feste principesche delle star (quella sarebbe roba da teen-ager impazziti e stupidi, ed io non lo sono). Quindi per me il fatto che Bracciano stà per diventare un inferno causa un matrimonio principesco e kitch non dovrebbe rappresentare alcuna questione.

Ebbene, questo sarebbe vero se non fosse per la malinconica verità: Steven Spielberg e (forse) Micheal Mann saranno quì, a cinque-sei km dalla mia casetta natìa ed io non potrò vederli neppure da lontano.

E' una certezza: anche se sono braccianese DOC e conosco questo paesino bene-bene, non potrei avvicinarmi a quella splendida fortezza dell'Odescalchi neppure fra cento anni; ci saranno poliziotti, carabinieri e guardie del corpo, e Spielberg sarà talmente lontano dal "volgo" da non riuscire neppure a scorgerlo. La vita è veramente strana, diceva Forrest Gump. Ti ritrovi il tuo regista del cuore in casa e non puoi neppure avvicinarlo. Ma io mica lo faccio per il glamour o per fare casino: sarebbe per farmi vedere, per dirgli ed urlargli che sono quì, sono un suo fan, adoro "Schindler's List", "Incontri Ravvicinati" e "Minority Report" come pochi altri... andiamo, saranno pure di Hollywood, saranno pure americani, ma caspita, questo è il mio paese! Loro arrivano domani. Che faccio? CHe faccio? Pianto una tenda davanti al castello ed aspetto? Ah, quel castello... quanto l'ho amato... ed ora, quanto lo odio...

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12.11.06

La Lunga Strada della Paura

Qualcuno ha mai visto "The Hitcher"? Beh, se non avete ancora visto questo bellissimo thriller del 1986, e se vi piace (tanto) il brivido, ve lo consiglio. La storia è quella di una terribile caccia "on the road" da parte di uno spietato serial killer ad un ragazzo senza né arte né parte che si tramuterà in giustiziere attraverso un percorso umano profondo e ancosciante.

Quello che mi è piaciuto tanto del film (che è poi un cult-movie, rinomato come pochi altri film del suo genere) è come il regista (Robert Harmon, assolutamente sconosciuto) sia riuscito a costruire la suspance e il thrilling in maniera assolutamente intelligente (anche se le forzature di sceneggiatura non mancano, tutt'altro). Insomma, è un thriller che spaventa come un ottimo horror, in alcuni punti.

Star assoluta del film è il grande Rutger Hauer, uno degli attori del cinema d'azione americano più bravi e allo stesso tempo più misconosciuti (in verità una spalla sopra di Van Dame, Segal e Affleck, attoracci di serie Z che sono ritenuti "duri"... fidatevi di un'appassionato: sono tutte cavolate). Hauer è probabilmente uno dei miei attori preferiti, protagonista dell'indimenticabile "Ladyhawke" e antagonista drammatico e indimenticabile nel capolavoro "Blade Runner". Ebbene, devo dire che è un peccato che Hauer sia stato così snobbato dal mondo del cinema, perché è un attore completo, con capacità attoriali veramente notevoli ed un carisma innato. Oggi lo si può vedere in camei "da vecchio", come "Sin City" e "Batman Begins", in cui il pubblico più giovane non può capire la grandezza di un interprete del genere... eh, no, assolutamente.







A proposito: pare che a giorni apparirà su internet il primo trailer del remake del piccolo capolavoro di cui stò scrivendo. E' prodotto dalla stessa casa di produzione del remake di "Non Aprite quella porta". Spero che sia all'altezza dell'originale...

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7.11.06

"Le notti di Salem"

Ieri sera ho finito di leggere "Le Notti di Salem", uno dei primi libri di Stephen King.

Era il primo libro del "re del brivido" che leggevo (a parte "Shining", che avevo cominciato), e devo dire che mi è proprio piaciuto, sia perché è un libro che riesce veramente a spaventare, ha confermato una mia opinione su King, che mi ero fatto leggendo alcuni suoi brani: oltre all'orrore descritto, il bello è il fatto che King sà ricreare un mondo che và al di là della semplice dimensione fantastica, bensì crea scenari quotidiani (moralmente) terribili, che ricordano i testi delle canzoni di Springsteen e Bob Dylan (che tanto ama citare all'inizio dei suoi libri...). E poi, molti dicono che King goda del male che i suoi personaggi provano nelle sue storie. Secondo me non è così, secondo me King in parte si distacca dalle sue creature in modo da divertirsi a creare scene di paura e morte veramente impressionanti, dall'altro c'è una partecipazione al racconto che non può lasciare indifferenti. Un bellissimo horror.

Uno dei miei compiti in quanto scrittore è quello di assalire le vostre emozioni e forse di aggredirvi - e per far questo uso tutti gli strumenti disponibili. Forse sarà per spaventarvi a morte, ma potrebbe anche essere per prendervi in modo più subdolo, per farvi sentire tristi. Riuscire a farvi sentire tristi è positivo. Riuscire a farvi ridere è positivo. Farvi urlare, ridere, piangere, non mi importa, ma coinvolgervi, farvi fare qualcosa di più che mettere il libro nello scaffale dicendo: "Ne ho finito un altro", senza nessuna reazione. Questa è una cosa che odio. Voglio che sappiate che io c'ero. (S. KING)

Ah, ora capisco cosa volesse fare (cit. da Stephenking.it)

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3.11.06

"The Departed": capolavoro


Ieri ho messo le mani su "The Departed". Devo dire che le attese sono state pienamente confermate: un film puramente scorsesiano (con qualche tocco di Micheal Mann nelle scene d'azione che crea un qualcosa di bello e originale), tumultuoso, girato con mano magistrale e con una sceneggiatura veramente stupenda (per me è una stupenda sintese del "noir": bene e male si scambiano i ruoli e combattendo si annientano a vicenda). Ottimo il cast, come mi aspettavo: grandi Nicholson, Sheen, Damon e Whalberg, ma se c'è un attore che si merita l'oscar per questo film, allora quello è Leonardo di Caprio. Ora, un tempo credevo che questo attore fosse il solito bellone da pop-corn-movie, stile Ben Affleck, ed assieme a me lo credeva anche il resto del Pianeta Terra. Ma non quì: Leo mostra una grandissima sensibilità per il personaggio donando un'interpretazione eccelsa, è il caso di dire che "si mangia il film con gli occhi". Grande LEO! Per il resto, l'ho già detto: la bellezza del film (che nel complesso mi ha convinto sotto tutti i punti di vista) stà in gran parte nell'ottima regia e nella grande sceneggiatura, ed anche la colonna sonora è molto bella (soprattutto "Confortably Numb" dei Pink FLoyd, usata magistralmente...). Io consiglio il film, per me è finora il più bello degli ultimi tempi (sarò matto, ma il mio voto è stato 10!). Vivamente consigliato, e se due anni fà l'Oscar lo aveva meritato Clint Eastwood battendo "The Aviator", quest'anno spero che "The Departed" trionfi!

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1.11.06

Halloween 2006

Anche quest'anno è andata: la festa a cui ho partecipato era a Manziana, in un vecchio locale. Devo dire che, se da un lato mi sono divertito per l'essere stato con i miei amici, da una parte ho capito che la mia concezione di Halloween è ben diversa: Halloween non è Carnevale; Halloween non è solo una festa con gli amici; Halloween, per me, è Halloween (e non Alouui, come diciamo quà in Italia).

Sì, lo sò, io sono italiano e il vero Halloween è quello americano, che non c'appartiene. Però dico, da appassionato di storie e cinema gotici, perché non approfittare del 31 Ottobre per fare qualcosa di versamente bello, in tema horror? A dir la verità, io dovevo passare Halloween a far vedere Suspiria di Argento ai miei cari amici, ma l'assenza di due di loro ha fatto saltare tutto.

La verità è che, se adoro Halloween, devo anche cercare di organizzarmi meglio, di organizzare qualcosa che veramente mi dica "Ehi, è Halloween, non carnevale!". E sò che sono pretese inutili (anche perché, che vorresti fà, andare in giro per campagne vestiti da spettri e zombie?), ma io adoro il gotico, e se per un giorno posso godermi qualche intrattenimento alquanto "tenebroso", perché dovrei privarmene? Bah, staremo a vedere fra 364 giorni esatti... comunque ero vestito da zombie, e facevo paura!

P.S. Domani, "The Departed"; purtroppo non sono riuscito a vedere "Miami Vice", ma sembra che abbia incontrato parecchi favori da pubblico e critica (da Micheal Mann non mi aspettavo nulla di meno, sia chiaro), mentre ho visto il trailer di "Flags of Our Fathers", il warmovie di Clint Eastwood di prossima uscita, ma devo dire che, pur trattandosi di Clint, le prime immagini non mi hanno detto niente. Molto bello, invece, quello di "The Departed", correlato dalla splendida canzone dei Rolling Stones che dovrebbe essere stata incisa per il film...

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