5.6.06

"Il Codice Da Vinci": truffa non solo storica.


Ieri pomeriggio sono riuscito a tornare in una sala cinematografica dopo quasi un anno: mia sorella e mio cognato mi hanno convinto ad andare a vedere il nuovo film di Ron Howard. Avevo già detto che mi disturbava molto il tipo di tesi sostenuta dal libro e dal film, ma devo ricredermi: un film così potrebbe confondere le idee solo a un bambino di pochi anni. E' innoquo, nonostante non mi figuro molto bene cose tipo la Maddalena e Gesù che fanno l'amore o che la crocifissione sia stata tutta una farsa storica. Il problema è che "Il Codice Da Vinci", il film, non è un bel thriller. Lo dico da un punto di vista cinematografico: è talmente lungo e lento, privo di tensione narrativa e carico di banalità nella sceneggiatura da risultarmi quasi irritante. E questo per due motivi:

  1. La trama del film è ripresa interamente dal libro. Questo vuol dire da una parte che posso seguire la storia su pellicola senza temere di perdermi qualche elemento importante nella versione letteraria, dall'altra "Il Codice" risulta morboso, lungo, confuso, un polpettone insostenibile.
  2. La regia di Ron Howard è su commissione, e lo si vede da un miglio: è stanca, manca la tensione narrativa, ma ciò che è peggio è che l'intero film, un thriller, è completamente telefonato. Sai già cosa accadrà e come accadrà, e non basta la sceneggiatura zeppa di buoni colpi di scena a salvare lo spettatore dall'oblìo di Morfeo, servirebbe anche una regia robusta che sappia costruire il crescendo narrativo. Invece, il taglio narrativo ricorda una fiction incentrata sulla mera descrizione dei fatti, senza suspence. Risibili anche i flashback storici: sembra di vedere una puntata de "La Macchina del tempo"!
Ma ciò che è peggio, oltre al batage pubblicitario assolutamente ingiustificato per un filmaccio del genere, è la prova di quasi tutto il cast: sulla carta, vedere assieme i nomi di Hanks, Reno, Bettany e McKellen è una vera emozione, tutti e quattro sono attori mitici e molto bravi. Ma a parte Bettany e McKellen, Hanks dà la peggiore prova della sua carriera: sterile, spaesata, inespressiva. E anche Reno ha stancato propinandoci ancora una volta la figura del poliziotto duro dal cuore buono (echi di "Leòn"? No, non siamo a quei livelli, per fortuna), ma forse è un errore di casting, più che un suo difetto interpretativo. Molina, che fà la parte del vescovo dell'Opus Dei Aringarosa, se la cava egregiamente, ma si rimpiange la sua faccia da cattivo-buono in "Spider-Man 2". Per non parlare della Tatou, totalmente incompetente, inespressiva e involontariamente comica. Si salva solo il bellissimo Silas di Paul Bettany e Ian McKellen, ancora una volta una garanzia.

"Il Codice Da Vinci"? Una truffa colossale, secondo me. Voto: 4-

4 Comments:

Blogger Bigio said...

Sì, fa decisamente pena. Ma a me Ron Howard fa dormire a prescindere. E i capelli a caschetto di Tom Hanks sono orribili.

12:40 PM  
Blogger Aragorn said...

Mi chiedo perché Tom Hanks avesse bisogno di quel taglio... sembra una donna... :)

7:00 PM  
Blogger Aragorn said...

P.S. anche il doppiaggio è veramente osceno.

9:50 PM  
Blogger Sergio said...

Non ho visto il film perchè anche il libro non è chissà cosa!!! Il successo di pubblico dell'uno è e dell'altro è dovuto, a mio parere, forse, solo all'argomento semi-shockante e/o semi-scandaloso!

9:36 AM  

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