28.12.06

TERAPIA D'URTO

La quarta puntata di “Crimini” si rivela senza dubbio la più debole. Peccato, perché se al posto di Faletti ci fosse stato qualcun altro, allora l’Elba avrebbe potuto dare molto di più.

TRAMA Roberto è un ragazzo genovese con gravi disturbi e attacchi di panico. quando sua madre, morente, gli rivela di avere un fratello maggiore (Nicola) che è morto anni prima per una storiaccia di crimine sull’isola d’Elba, Roberto ne esce sconvolto, e parte immediatamente per l’isola. Qui intraprende delle indagini personali, accompagnato da Marina, la figlia del presunto assassino del fratello, morto suicida qualche ora dopo la morte del piccolo Nicola. La ragazza è da sempre convinta dell’innocenza del padre, ed infatti, indagando, si scopre una verità molto più difficile da capire…


CRITICA PERSONALE. Non c’è molto da dire. Punti di forza: l’Elba, la regia e gli attori. Punti deboli: Faletti, sceneggiatura. Io non ho mai letto neppure un romanzo del Falettone nazionale, nuova icona del thriller nostrano, e sono certo che mi piaceranno molto, perché quelli sono thriller psicologici. Faletti sarà bravo nel raccontare e delineare affreschi umani e psicologici molto forti, carichi di paure, angosce e di turbe mentali, ma in quanto alla crime-story classica fa un pasticcio tremendo. E questo perché, con i suoi giochi psicologici e le sue tematiche da “Silenzio degli Innocenti” non riesce affatto a coinvolgere lo spettatore nella storia di mafia, che pure poteva essere interessante e divertente. Ho trovato “Terapia d’Urto” un film con poco mordente, sospeso fra il noir/gangster movie e il thriller psicologico, che non riesce a trovare la propria strada. Non basta il talento della regista nel raccontare in modo efficace e appassionante il senso di isolamento che si respira sull’Elba nei mesi invernali, né le location evocative, per raccontare una storiaccia che dovrebbe raccontare, in teoria, la zona in cui è ambientata (il senso di “Crimini” è, in fondo, questo). Ne esce un film “inutile”, e fatico a capire cosa ci faccia assieme alle ottime storie noir di Camilleri, De Silva e Lucarelli incontrate sinora. Confuso, e molto. Peccato. Voto: 5.

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